IL BERRETTO A SONAGLI con Gianfranco Jannuzzo | al Teatro Manzoni dal 10 al 27 ottobre 2019

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Il berretto a sonagli – Emanuela Muni, Gianfranco Jannuzzo

Il
berretto a sonagli”

prende spunto da due novelle:
“Certi
obblighi”

e
“La
verità”
;
in entrambi i casi si narra di un marito che, nonostante sia a
conoscenza dell’adulterio della moglie, lo accetta con
rassegnazione, ponendo come unica condizione la salvaguardia
dell’onorabilità. La società costringe gli individui ad apparire
rispettabili, obbedendo a precisi codici di comportamento; in realtà
tutto è permesso purché si salvino le apparenze. La vicenda
trascende, nel suo giuoco beffardo, la realtà dell’ambiente, ma
non si sarebbe potuta realizzare al di fuori di quella.

Ciampa,
scrivano in una cittadina all’interno della Sicilia, è inserito in
una società piccolo-borghese, condizionata dai “galantuomini”,
ma non esclusa da un rapporto attivo, anche se subalterno, con la
classe superiore. La morale sessuale è pur sempre sofisticata, ma
acquisisce, nel caso di Ciampa, il decoro convenzionale e ipocrita
del codice borghese del perbenismo, un codice sul quale la beffarda
rivalsa del subalterno gioca una sua partita arguta e teorizza il
sistema pratico, socio-morale delle “tre corde”: la seria, la
civile e la pazza.

Il
personaggio di Ciampa proposto da Gianfranco Jannuzzo è il
distillato di questa contaminatio pirandelliana e si muove con
pacatezza e lucidità nell’arco dei sentimenti di dolore, furore,
pietà e ironia che permeano il suo essere ora uomo, ora pupo, ora
personaggio. Una recitazione sommessa che cova la sua esplosione, un
personaggio ragionante eppure tempestato di offese laceranti.

Si
è voluto creare un apparentamento tra Ciampa e il professor Toti di
“Pensaci Giacomino” per una certa similitudine tra i due
protagonisti, ma principalmente per le situazioni. Lo spirito che
anima Toti, pieno di rassegnazione pur di mantenere gli affetti,
risulta dominante, seppure in maniera diversa, anche in questa sorta
di triangolo tra Ciampa, la moglie Nina e il Cavalier Fiorica.

Il
recupero del copione originale consente di evidenziare la spontaneità
della vis comica pirandelliana. Inoltre il reinserimento di alcune
scene tagliate permette di identificare meglio e la tematica
dell’opera e i caratteri dei personaggi.

Ci
si riferisce in particolare al primo atto, (quadro I) dove la
protagonista afferma che ogni notte ha la tentazione di ammazzare il
marito, al quadro III in cui Fifì accusa la sorella di un’ambiguità
sessuale, che sarebbe a suo dire il problema per cui il marito cerca
altre donne, o ancora al quadro V con la battuta di Spanò sul pane
francese o all’atto secondo (quadro I) con la scena dello scorpione
nella biancheria, indicatore del tradimento nella casa.

Per
dare maggiore impatto emotivo si è anche aggiunto un prologo in
flashback all’inizio dello spettacolo, dove gli amanti clandestini
vengono colti in flagranza di reato ed arrestati, scena che non
esisteva e di cui si sentirà il racconto durante la commedia.

L’ambientazione,
collocata nell’immediato dopoguerra, permette di recuperare certe
situazioni tipiche del mondo siciliano ed in particolare agrigentino
di quel tempo.

Le
musiche di Mario D’Alessandro ci riportano a quelle sonorità forti e
terragne che hanno caratterizzato la produzione cinematografica dei
film di ispirazione siciliana degli anni ’50. La scenografia di
Carmelo Giammello è ispirata alle case siciliane dell’epoca, dove
si era soliti coprire le pareti con i teli neri e tutti i mobili e le
finestre con dei drappi, metafora di un desiderio di non
contaminazione e conseguentemente di una mancanza di rapporto
tangibile con le cose e le persone.

ORARI:
feriali
ore 20,45 – domenica ore 15,30

BIGLIETTI:

Poltronissima
Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima
under 26 € 15,50

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