Ale e Franz | Teatro Manzoni di Milano | Dal 10 dicembre 2019 al 1 gennaio 2020 @teatromanzoni

Ale e Franz Ph © Yasuko Kageyama
Questo spettacolo è andato in scena per la prima volta quattordici anni fa. Quest’anno ritorna in scena prodotto da Michele Gentile con un nuovo cast: Ale e Franz sono Giulietta e Romeo; invece  Eugenio Allegri, Marco Gobetti, Paolo Graziosi, Marco Zannoni, interpretano tutti quanti gli altri personaggi. Le musiche originali di Dario Buccino sono suonate dal vivo da Roberto Zanisi.

Le basi del progetto

Nel teatro elisabettiano, quando un drammaturgo metteva mano a un testo, non si poneva il problema di scrivere un’opera letteraria. Suo compito era quello di fornire gli attori degli elementi strutturali e verbali necessari per poter “raccontare” una storia. Il drammaturgo si limitava a tra-scrivere per la scena, un poema già esistente, il più delle volte, conosciuto anche dal pubblico. Raramente gli autori facevano pubblicare i loro scritti. Shakespeare non lo fece mai. La maggior parte delle sue opere, vennero stampate molti anni dopo essere andate in scena. Erano pubblicazioni che non si basavano su manoscritti dell’autore, ma su semplici ricostruzioni mnemoniche, ad opera di vecchi attori che avevano preso parte alle prime rappresentazioni, o di editori, che mandavano degli stenografi in teatro per redigere un testo. Di una stessa opera, potevano essere stampate versioni diverse, ridotte ai suoi momenti memorabili,  piene zeppe di omissioni, imprecisioni, ripetizioni di frasi intere, confusioni nella designazione della battuta e altro ancora.
Quindi le opere di Shakespeare, che noi oggi leggiamo, in realtà, non sono altro che ricostruzioni congetturali di quelle che il singolo curatore ritiene siano state le intenzioni dell’autore nello scrivere il testo.
All’epoca, per questioni puramente economiche, le compagnie erano composte da non più di dodici attori professionisti, ai quali si aggiungevano cinque o sei ragazzi, o attori avventizi che fungevano da comparse. Poiché in uno spettacolo potevano anche esserci una quarantina di personaggi, era diffusa la pratica del doubling, che consisteva nell’affidare diverse parti ad uno stesso attore. Era, questa, una pratica presa in prestito direttamente dai moralities e dagli interludes della prima metà del Cinquecento, in cui opere con quindici, venti personaggi, venivano interpretate da piccoli gruppi girovaghi che non comprendevano mai più di cinque o sei attori.

Il copione e il pre-testo
A partire dal “Romeo e Giulietta”, è stato ri-scritto un nuovo testo in cui sono stati eliminati tutti i riferimenti a fatti e persone dell’epoca, tutti i numerosi giochi di parole assolutamente intraducibili e gran parte delle metafore incomprensibili alla nostra cultura mediterranea. Sono rimasti i personaggi, le loro azioni e i loro sentimenti. Si è arrivati ad un testo che rappresenterà il copione utilizzato dai COMICI, per raccontare “La dolorosa storia di Giulietta e del suo Romeo”. Ad esso è stata aggiunta tutta una drammaturgia non verbale, fatta di azioni, reazioni, stati d’animo, intenzioni che racconta le relazioni fra i comici stessi.
A parte il Prologo e pochissime altre parole, gli attori in palcoscenico pronunciano solo parole di William Shakespeare.

Lo spettacolo
I veri protagonisti dello spettacolo non sono i personaggi dell’opera, ma i loro interpreti, sette vecchi comici trasformisti che si presentano al pubblico per raccontare La dolorosa storia di Giulietta e del suo Romeo, una storia che già tutti conoscono, ma che loro pensano di poter raccontare meglio degli altri, perché lo fanno osservando il più autentico spirito Elisabettiano. Sono tutti uomini, e credono di poter interpretare più personaggi con disinvoltura, anche quelli femminili. Inoltre sono convinti di saper alternare abilmente il tragico al comico; ma a volte le intenzioni si confondono. Presi singolarmente, sembrano avanzi di teatro; ma messi insieme, formano una compagnia tragica, involontariamente comica, quindi doppiamente tragica. Ma loro non lo sanno! Forse qualcuno lo immagina, ma preferisce non approfondire. Il fatto è che di pari passo con le buone intenzioni, vanno le loro effettive capacità (o modalità) di stare in scena. Questi comici, in una maniera del tutto inconsapevole, si portano in palcoscenico i loro rapporti personali fatti di invidie, ripicche, alleanze, e rappacificazioni. Rivali e complici allo stesso tempo: da un lato si rubano le battute, e dall’altro, si aiutano come meglio possono. E sebbene si limitino a pronunciare le parole scritte dall’esimio poeta, i loro atteggiamenti provocano tutta una serie di azioni e reazioni dissociate dal testo che, in una dimensione meta-teatrale assolutamente involontaria, danno vita ad uno spettacolo nello spettacolo.

Per San Silvestro sono previste 2 recite, alle ore 17,30 e alle ore 21,30. Al termine della recita delle 21,30, allo scoccare della mezzanotte, si brinderà al nuovo anno con spumante, panettone e un buffet di dolci insieme a Ale e Franz e agli altri attori della Compagnia.
Inoltre in occasione della recita delle ore 21,30 sarà possibile cenare nel foyer del Teatro a partire dalle ore 20,30, info su prenotazione, prezzo e menù sul sito del Teatro www.teatromanzoni.it.

 Articolo intero al link https://medium.com/eventinews24/ale-e-franz-teatro-manzoni-di-milano-dal-10-dicembre-2019-al-1-gennaio-2020-teatromanzoni-a963205318f2

BIGLIETTI:
da martedì a venerdì
Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00
Poltronissima under 26 € 15,50
Sabato, domenica e festivi
Poltronissima Prestige € 39,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 25,00
Poltronissima under 26 € 17,50

31 dicembre ore 17,30: Prestige € 55,00 - Poltronissima € 40,00 - Poltrona € 30,00
31 dicembre ore 21,30: Prestige € 115,00 - Poltronissima € 82,00 - Poltrona € 60,00
www.teatromanzoni.it

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