L'ODIO NON HA FUTURO". IL 10 DICEMBRE OLTRE 300 SINDACI A MILANO CON LILIANA SEGRE

Sono oltre 300 i sindaci italiani che hanno aderito alla manifestazione "L'odio non ha futuro" per la memoria, contro l'odio e il razzismo, in programma martedì 10 dicembre a Milano.
L'iniziativa è stata organizzata dal Comune di Milano, insieme ad Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Autonomie Locali Italiane (ALI) e Unione Province Italiane (UPI), per testimoniare la vicinanza delle Amministrazioni di piccoli, medi e grandi comuni alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio nazista di Auschwitz, oggi sotto scorta a causa di ripetute minacce antisemite.

Accanto al Sindaco Sala, sfileranno più di 300 suoi colleghi provenienti da ogni parte d'Italia. Tra loro Antonio Decaro (Bari), Matteo Ricci (Pesaro), Valeria Mancinelli (Ancona), Michele De Pascale (Ravenna), Chiara Appendino (Torino), Leoluca Orlando (Palermo), Dario Nardella (Firenze) e Giorgio Gori (Bergamo).

La manifestazione prenderà il via alle ore 18 da piazza Mercanti (con concentramento a partire dalle ore 17.30), si muoverà in direzione di piazza del Duomo per poi attraversare la Galleria Vittorio Emanuele II e fermarsi in piazza Scala, davanti a Palazzo Marino.

A concludere l'appuntamento sarà la senatrice a vita Liliana Segre.

"Ringrazio i sindaci che hanno accolto il mio invito e quello di ANCI, ALI e UPI a partecipare - ha commentato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala -. E grazie già da ora a tutti i milanesi e ai cittadini - soprattutto i più giovani - che sono certo non faranno mancare il proprio sostegno. Insieme possiamo rispondere con la forza della civiltà e del rispetto a chi non perde occasione per diffondere odio e violenza. Il 10 dicembre sarà la Giornata internazionale per i diritti umani: camminare gli uni accanto agli altri, come semplici umani, senza bandiere né colori politici, sarà un bel modo per celebrare la dichiarazione universale dei diritti umani, firmata 71 anni fa, e riaffermare i valori della libertà, dell'uguaglianza e del rispetto alla base di ogni società democratica. Perché quello che la senatrice Segre ha dovuto subire da ragazza e quello che ancora oggi si trova ad affrontare non ha nulla di umano. Non rivolgiamo il nostro sguardo altrove e non fingiamo che tutto ciò non sia avvenuto o non stia succedendo ancora oggi, nel 2019. Combattiamo l'indifferenza. E facciamo in modo che non accada mai più".

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